sabato, 10 maggio 2008
elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 13:18 | Permanente frisée | commenti
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venerdì, 28 marzo 2008
A proposito di posti dove vorresti essere....
Invece di essere qui a lavorare











elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 11:36 | Permanente frisée | commenti
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martedì, 08 maggio 2007

Al contrario di quanto si possa immaginare non si tratta di una invocazione atta ad ottenere particolari favori in occasione di futuri incarichi. Invece è solo un’espressione di generico aiuto che sottolinea, in ogni barese verace, una appartenenza specifica ad una comunità che, per quanto criticamente considerata, non può che rivelarsi in modo diretto e speciale nei giorni 7, 8 e 9 di maggio di ogni anno.

Anche quest’anno, nonostante la stanchezza per una lunga giornata di lavoro e la difficoltà dovuta al fatto di “essere di una certa età”, si va, come di consueto, a gettare un’occhiata al corteo storico di S. Nicola.

Per i non Baresi occorre ricordare che

  1. I Baresi non vanno “ad assistere al corteo storico”, ma vanno “alla caravella”, che è considerato, naturalmente il momento topico del corteo stesso.
  2. I Baresi sono del tutto consapevoli che i 62 marinai perpetrarono un vero furto delle ossa del Santo a Mira e che solo un improbabile, inverosimile eufemismo può far sì che detto furto possa chiamarsi “traslazione”.
  3. I Baresi assistono alla Caravella per poter dire che quella dell’anno precedente era molto meglio, esattamente come i fuochi dell’8 maggio dell’anno scorso erano sempre più forti, più belli e più lunghi.

In ogni caso” anche quest’anno l’angolo di via Sparano con il Corso (Vittorio Emanuele II, of course, ma non si dice) ci attendeva per assistere al passaggio di teste calzanti elmi, bandiere e cavalli.

Patrizia, mia moglie, essendo arrivati in ritardo ed essendo parte del corteo già passato, si faceva prendere da un tipico “baresismo” di maniera, chiedendo in giro: “Ma è già passata la Caravella?”. Mai sia a perderla, infatti! Sarebbe come se il sangue di S. Gennaro decidesse di non sciogliersi.

Rassicurata dagli astanti (“No, signora. E’ appena iniziato. Solo i tamburi sono passati”), si disponeva ad assistere al meglio al corteo, salendo sulla panchina che fa parte dell’arredo urbano dell’ultimo isolato di via Sparano.

Dopo una serie di quadri con improbabili figuranti in veste medievale, il classico brusio che precede il momento topico si diffuse intorno a noi.

“La Caravella… La Caravella!” si sentiva sussurrare.

E una barca apparve. Ma si trattava di una barca di forma del tutto diversa dalla classica caravella, la cui forma, del resto, essendo cinquecentesca, poco ha a che fare con i barconi mediterranei dell’XI secolo.

Già mi disponevo ad apprezzare la regia che, pensavo, con atteggiamento più filologico, aveva deciso di rinunciare alla classica forma, quando un altro brusio si diffondeva: “Un’altra…un’altra!”. Un’altra barca infatti appariva al di là delle teste che si sporgevano.

E poco dopo ancora: “Ahhh questa è la caravella…. Sono tre!”, una signora diceva all’apparire della vera caravella dalla tipica forma, commentando poi: “Sono la Nina, la Pinta e la Santa Maria!”. E dopo quattro o cinque secondi di silenzio aggiungeva con estrema serietà: “No…. Quello è Cristoforo Colombo!”

elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 00:14 | Permanente frisée | commenti (2)
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lunedì, 26 marzo 2007
Ogni volta che ho 5 min. liberi tento di mettere mano alla Relazione finale del mio Corso da Dirigente. Rileggo quello che ho scritto (10 righi) mi dispongo ad andare a avanti e... in quel momento:
1. L'alunna Rossi Pierina decide di avere un mal di pancia tale da costringerla a chiamare casa per farsi venire a prendere. La mamma non può venire. Dispongo l'immediato aiuto per Rossi, assegnandole una collaboratrice, ma assicurandomi nel contempo che la nostra fornitura di "supporti sanitari" non sia terminata, perché.. il mal di pancia, come spesso per le adolescenti, le è venuto improvvisamente.
2. Il prof. Guidobaldi mi comunica che il PC del laboratorio non funziona e non riesce a stampare la locandina per la Giornata dell'Arte e ne ha bisogno assolutamente per oggi.
3. La prof. Tetresini mi annuncia per iscritto che il pagamento del fondo di istituto fatto a settembre era sbagliato e che aveva diritto a € 50,00 in più. (Riscontro fatto! Ha ragione. Ma perché non me l'ha detto a voce tre mesi fa, quando se ne è accorta? Per "mero tuziorismo" come conclude la sua lettera?)
4. Scrivo la lettera di risposta alla Prof. Tetresini
5. Il Tecnico di laboratorio, da me interpellato sull'Affaire Guidobaldi viene nell'ufficio e mi dice: "Pefforza che il professore non riesce a stambare (sic!)! Il fail èddidodicimega!"
6. Convoco il prof. Guidobaldi per chiedergli di salvare il file in jpg o alemeno in pdf. Lui risponde che proverà, ma non viene così bene come con il tif.
7. Mentre parlo con Guidobaldi tre pesone si affacciano alla mia porta, chiedendomi di entrare. Io prima mostro Guidobaldi seduto davanti a me. Ciascuno mi dice la mitica frase: "No. Ma è questione di pochi secondi". E nonostante le mie rimostranze e lo sguardo offeso di Guidobaldi entra e mi racconta i suoi problemi per 5 min.
8. Il prof Rappanutri mi chiede perché non possiamo usare il plotter comprato due mesi fa. Gli rispondo che pensavo funzionasse da due mesi. Convoco il responsabile di laboratorio che mi dice che non si azzarda ad usarlo prima del collaudo interno. Gli chiedo se ha disposto il collaudo. Mi risponde: "Aspettavo che lo disponesse lei". E io: "Naturalmente ha pensato bene di non ricordarmelo!"
9. L'alunno Dolcini denuncia la scomparsa del proprio giubbotto. Mi dice che due compagni e la prof. di Diritto hanno visto Gianguido, alunno diversamente abile, allontanarsi da scuola sul "pulmino" del comune con il giubbotto. Chiamo casa di Gianguido e chiedo alla madrfe di controllare non appena il figlio arrivi. Nel frattempo sguinzaglio il fido Vincenzo (collaboratore) alla ricerca del giubbotto nei locali della scuola. La prof. di Diritto e i compagni non confermano la versione di Dolcini. Mando tutti a casa (nel frattempo sono le 14.00, infatti). Chiamo casa di Dolcini e dico al padre del giubbotto perso. Lui mi dice: "Speriamo che mio figlio non si ammali! La considero responsabile." Fuori ci sono quasi 20 gradi. Alle 14.45 Vincenzo rinviene il giubbotto nascosto in un armadio della Sala Docenti. Chiamo la madre di Gianguido, che mi avverte della sua visita per il giorno successivo, dicendomi che il mio comportamento era stato discriminatorio nei confronti del figlio. Chiamo il padre di Dolcini per dirgli del ritrovamento e lui mi annuncia la sua visita per il giorno successivo, protestando nei confronti di una scuola in cui succedono cose simili.
10. Le alunne della I D, coinvolte in un progetto di rimotivazione e di abbellimento della loro classe, decidono di bersagliare i passanti dalla finestra con secchi d'acqua e pennelli intinti nel ducotone. Il docente presente in classe si era allontanato per 5 min., dice. Minaccio di sospensione 5 ragazze, pensando tra me e me "Bella rimotivazione sto facendo!"
A questo punto sono le 15.00 e il pc sulla mia scrivania è aperto sulla Relazione finale e il trattino lampeggia, prendendomi in giro.
Ma mi sono divertito! Lo giuro!
Don't panic, come diceva quello...
elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 14:07 | Permanente frisée | commenti
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domenica, 21 gennaio 2007

 

L'urlo
 

A Francesco Scar***** Solomon

 
Ho visto i peggior vastasi della mia generazione venir fuori dal Di Cagno distrutti dalla pazzia, arrapati, nudi, isterici, trascinarsi per strade di albanesi all'alba in cerca di focaccia rabbiosa, hipster testa di cazzo brucianti per l'antico contatto pederasta con la dinamo stellata nel macchinario di un'opera aperta,

che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su imbottiti a fumare Camel nel buio soprannaturale di piscine comunali ad acqua fredda galleggiando sulla cime dell'Ortles contemplando jazz,

che venivano espulsi dalle accademie come pazzi e per aver pubblicato per dilettazione grande et per utilità incredibile, che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate, insieme a conversatori platonici del Flacco, farfugliando cane ci interroga strillando vomitando sussurrando fatti e ricordi di Burka e aneddoti di Ragone e sensazioni ottiche e shocks di sacri bradipi.

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Francesco Scar***** Solomon!

 
Sono con te a S. Valentino

Dove sei più matto di me.

Sono con te a S. Valentino

Dove certo ti senti molto strano

Sono con te a S. Valentino

Dove hai stroncato i tuoi dodici amici

Sono con te a S. Valentino

dove ridi a questo humour invisibile

Sono con te a S. Valentino

dove venticinque compagni pazzi tutti insieme cantano le ultime strofe dell'Internazionale

Sono con te a S. Valentinodove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli aeroplani delle nostre anime che rombano sulla pensione Hoenegger sono venuti a buttare bombe angeliche La Palla Bianca si illumina muri immaginari precipitano O scarne legioni correte fuori O shock stellato di misericordia è giunta la guerra eterna O vittoria non badare alle mutande di Longo siamo liberi.

milligrammo

Bari,1999-2000

elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 15:26 | Permanente frisée | commenti (3)
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venerdì, 12 gennaio 2007
Per le ricette di Jellona.
Dalla nuova campagna pubblicitaria della AMGAS (Azienda Municipalizzata del Gas) realizzata da Piva.
Se volete cucinare un tipico piatto barese, alcuni consigli.

Naturalmente esistono alcune difficoltà culturali e linguistiche, nonché alcune varianti considerate accettabili o no. La più tipica è la presenza delle zucchine o meno (Jellona non apprezza le zucchine, neanche in Patate, riso e cozze. "L' cocozz' so' sembr' cocozz'!").
P.S. Traduzione della frase finale "Meh! Annusce'!": "Orsù, porta in tavola!"
P.P.S. Il suggerimento è di Akamu, comungue.
elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 21:03 | Permanente frisée | commenti
categoria:i consigli di jellona, un po di pubblicita, servizi vari
venerdì, 12 gennaio 2007
A volte gli architetti sono davvero cinici e disillusi, quando non terribilmente distratti.
Ne conosco alcuni (uno!) che tra una telefonata e l'altra, approfittando della lentezza delle linee telefoniche (e celebrali) sarebbero capaci di farsi venire in testa qualsiasi idea.
Come dicevano i Capitano Coraggiosi: " ....... in fondo è proprio questo che ci vuol dire ...." questa foto molto apprezzata in rete, tra le più cliccate in Yahoo.
In ogni caso conosco una casa, nella quale un aggeggio del genere farebbe estremamente felici almeno due abitanti su tre.
L'unico problema: se uno ha da fare il "servizio grosso", come diceva mia zia Olga, come fa a guardare i pesci.
Ammessi commenti, suggerimenti e schizzi (nel senso dei disegni). Anche da architetti.
elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 20:01 | Permanente frisée | commenti (3)
categoria:notizie dal mondo
domenica, 07 gennaio 2007
Se il 2007 comincia così...

elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 16:07 | Permanente frisée | commenti
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giovedì, 04 gennaio 2007
Lo so, è molto lungo. Ma è un vero classico del canemortismo. C'è chi ancora sul Pollino racconta ai bambini intorno ai fuochi notturni le avventure dell'apprendista sciatore. . Buon divertimento
elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 19:07 | Permanente frisée | commenti (8)
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giovedì, 04 gennaio 2007
E va bene, tanto per vedere se in Jellona è possibile facilmente mostrare il video che seguirà, nel frattempo uno dei grandi classici della rete:
elucubrato da una mente affine ad un canide defunto alle ore 18:54 | Permanente frisée | commenti
categoria:canimorti mitici